Anonimo - Pescivendolo

 
CODICI
ID Scheda634850
 
RELAZIONI CON ALTRE SCHEDE
Relazioni con altre schede
Altre relazioni
 
LOCALIZZAZIONE
StatoPolonia
Comune
Contenitore
 
INVENTARIO
Numero233345
 
PROVENIENZA E ALTRE LOCALIZZAZIONI
Tipo di localizzazioneprovenienza
RegioneVeneto
ProvinciaVE
ComuneVenezia
ContenitoreCollezione Brass
Data ingressoante 1943
Data uscitapost 1943
Tipo di localizzazioneprovenienza
StatoFrancia
ComuneParigi
ContenitoreSalon d'antiquités Desa
Data ingresso1969
Data uscita1969
 
AUTORE
Nome scelto
AMBITO CULTURALE
DenominazioneAmbito napoletano
Motivazione attribuzionebibliografia
Altre attribuzioniCagnacci Guido
Altre attribuzioniFidani Orazio
Altre attribuzioniAnonimo romano
 
OGGETTO
Definizione
TipologiaDipinto
 
SOGGETTO
IdentificazionePescivendolo
 
DATI TECNICI
Materia e tecnica
Materia e tecnica
MISURE
Altezza102
Larghezza139
 
CRONOLOGIA
Secolosec. XVII
Frazione di secolosecondo quarto
Data1630
Validitàpost
Fino a1650
Validitàante
Motivazione cronologiabibliografia
 
RAPPORTO CON ALTRE OPERE
RAPPORTO OPERA FINALE/ORIGINALE
Stadio opera schedatacopia
OggettoDipinto
SoggettoPescivendolo
AutoreAnonimo napoletano
Data1630-1635
CollocazioneRM/ Roma/ Galleria Nazionale d'Arte Antica
 
RESTAURI
Datapost 1969
Ente responsabileMuseo nazionale di Varsavia
 
DATI ANALITICI
NOTIZIE STORICO-CRITICHE
Notizie storico criticheL'opera, come riportato nel retro della foto da De Logu, proviene dalla collezione di Italico Brass e si pensava fosse autografa, insieme all'altro Pescivendolo della Galleria nazionale d'Arte antica di Roma, di Guido Cagnacci. Il dipinto in questione, ricordato in collezione privata veneziana, è riferito da Mina Gregori nel 1965 a Orazio Fidani, rifacendosi a sua volta all'attribuzione proposta da Longhi per il dipinto romano (Longhi, 1961; Gregori, 1965).
La tela è venduta al Salon d'Antiquités nel 1969 per poi successivamente entrare nelle collezione del Museo nazionale di Varsavia. Qui, subito dopo il restauro, il dipinto è attribuito «a un anonimo pittore italiano seguace del realismo caravaggesco» (Mojana, 1996). Nel 1985 l'opera è esclusa definitivamente dal catalogo di Fidani «perché non suffragata da riferimenti convincenti con le altre opere» (Innocenti, 1985), mentre nel 1996 si reputava la tela «una libera copia coeva del Pescivendolo Corsini, condotta da un artista di notevole talento» nonostante una lontananza dal modello romano «per una materia pittorica più liquida e un modo di condurre la pennellata più veloce e corsivo» (Mojana, 1996).
La critica più recente riferisce l'opera, oggi a Palazzo Barberini, ad un ipotetico «Anonimo napoletano della metà del XVII secolo» (Vodret, 2008), attribuzione a cui, nonostante la «qualità inferiore» rispetto all'esemplare romano, potrebbe avvicinarsi anche la tela di Varsavia.
(S. Pistone Nascone, 2018)
 
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FOTOGRAFIE
Generefotografia allegata
Tipopositivo b/n
Ente proprietarioFondazione Giorgio Cini onlus
Fondo di appartenenzaFondo De Logu
Formato18x23
IscrizioniIn alto a matita: "102x139";
A sinistra, in verticale a matita: "Collez. Brass"
Stemmi/marchi/timbriin alto a sinistra: "376"
PosizioneSDDEL1-11-3
BIBLIOGRAFIA
Citazione completa- R. Longhi, Scritti giovanili 1912-1922, I, Firenze 1961, p. 497
- M. Gregori, in 70 pitture e sculture del '600 e '700 fiorentino, catalogo della mostra, a cura di M. Gregori (Firenze, Palazzo Strozzi), Firenze 1965, p. 49
- C. Innocenti, Orazio Fidani: caratteri ed evoluzione della tematica profana, in «Paradigma», 6, 1985, pp. 85-105
- M. Mojana, Orazio Fidani, Milano 1996, p. 136
- R. Vodret, in Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini. I dipinti, Roma 2008, p. 42
MOSTRE
Titolo70 pitture e sculture del '600 e '700 fiorentino
LuogoFirenze
Data1965