Maestro di Ambrogio Saraceno - Madonna con Bambino in trono e due angeli

 
CODICI
ID Scheda660760
 
LOCALIZZAZIONE
RegioneEmilia-Romagna
Provincia
Comune
Contenitore
 
PROVENIENZA E ALTRE LOCALIZZAZIONI
Tipo di localizzazionedeposito
RegioneEmilia-Romagna
ProvinciaBO
ComuneBologna
ContenitorePinacoteca Nazionale di Bologna
SpecificheSala 10
Numero di inventario1042
Data ingresso1947
 
AUTORE
Nome scelto
Dati anagraficiattivo Bologna ultimo quarto sec. XV
Motivazione attribuzionebibliografia
Motivazione attribuzioneiscrizione
AMBITO CULTURALE
Altre attribuzioniCossa Francesco del
 
COMMITTENZA
Data1493
NomeAmbrogio Saraceno
FonteIscrizione
 
OGGETTO
Definizione
TipologiaDipinto
 
SOGGETTO
IdentificazioneMadonna con Bambino in trono e due angeli
 
DATI TECNICI
Materia e tecnica
Materia e tecnica
MISURE
Altezza214
Larghezza121
 
CRONOLOGIA
Secolosec. XV
Frazione di secolofine
Data1493
Motivazione cronologiaiscrizione
 
 
STATO DI CONSERVAZIONE
Stato di conservazionediscreto
 
RESTAURI
Data1889
Nome operatoreF. Fiscali
Data1950 ca.
 
DATI ANALITICI
ISCRIZIONI
Classe di appartenenzacommemorativa
LinguaLatino
Tecnica di scritturaa pennello
Tipo di caratteriLettere capitali, numeri romani
PosizioneAlla base del trono della Vergine
TrascrizionePRO ANBROSIO SARACENO/ ANNO DNI MCCCLXXXXIII
STEMMI, EMBLEMI, MARCHI
Classe di appartenenzaarme
Qualificazionegentilizio
IdentificazioneSareceno
Quantità1
PosizioneAlla base del trono della Vergine
Notizie storico criticheLa tela in questione costituisce il 'name piece' del catalogo del cosiddetto Maestro di Ambrogio Saraceno, pittore bolognese così battezzato da Roberto Longhi per via dell'iscrizione che compare nella pala qui schedata.
Il medesimo studioso ha ricomposto (1940) il catalogo del pittore, limitato ad altri tre dipinti, il quale si qualifica come notevole interprete della lezione cossesca e robertiana, con aperture nei confronti del più giovane Lorenzo Costa. Recente è la proposta di identificare l'anonimo pittore messo a fuoco da Longhi in Giovanni Antonio Aspertini, padre di Guido e Amico (Buitoni 2014). Non basandosi sul reperimento di nuovi documenti ma essenzialmente sul fatto che alla sopravvivenza di ben quattro pale d'altare debba corrispondere un nome prestigioso, quale di fatto era quello di Giovanni Antonio, l'ipotesi necessita però di ulteriori conferme. Da rilevare è che fino al restauro compiuto da Filippo Fiscali nel 1889, l'iscrizione tuttora visibile alla base del trono era coperta da un'altra che recitava "Vincentius de Ferris et suis", segno che la pala, in un momento non precisabile, dovette passare di proprietà alla famiglia Ferri. La pala è pervenuta priva della cornice originaria (Alessandro Serrani 2021).
 
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
FOTOGRAFIE
Generefotografia allegata
Tipopositivo b/n
AutoreFiorentini
Data1933
Ente proprietarioFondazione Giorgio Cini onlus
Fondo di appartenenzaFondo Van Marle Ventura
CollocazioneFondazione Cini/ Fototeca Ist. di Storia dell'Arte
NegativoFiorentini, Venezia, 3086
Formato22x12
Posizione49A 242
Posizione49A 242
Generefotografia allegata
Tipopositivo b/n
AutoreFiorentini
Data1933
Ente proprietarioFondazione Giorgio Cini onlus
Fondo di appartenenzaFondo Cipriani
CollocazioneFondazione Cini/ Fototeca Ist. di Storia dell'Arte
NegativoFiorentini, Venezia, 3086
Formato22x12
Posizione49A 241
Posizione49A 241
Generefotografia allegata
Tipopositivo b/n
Data1961 ante
Ente proprietarioFondazione Giorgio Cini onlus
Fondo di appartenenzaFondo Sandberg Vavalà
CollocazioneFondazione Cini/ Fototeca Ist. di Storia dell'Arte
Formato28x19.5
PosizioneSD 018991
BIBLIOGRAFIA
Citazione completaN. Barbantini, Catalogo della esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento, Ferrara 1933, p. 78, n. 86.
Citazione completaR. Longhi, Ampliamenti nell’Officina ferrarese, in ‘La Critica d’arte’, IV, 1940, ried. in idem, Officina ferrarese 1934, seguita dagli Ampliamenti 1940 e dai Nuovi Ampliamenti 1940-1955, Firenze (Opere complete, V), 1956, pp. 123-171, in part. pp. 144-145.
Citazione completaR. Longhi, Nuovi ampliamenti, in idem, Officina ferrarese 1934, seguita dagli Ampliamenti 1940 e dai Nuovi Ampliamenti 1940-1955, Firenze (Opere complete, V), 1956, pp. 123-171, in part. p. 186.
Citazione completaA. Bacchi, Vicende della pittura nell’età di Giovanni II Bentivoglio, in Bentivolorum Magnificentia. Principe e cultura a Bologna nel Rinascimento, a cura di B. Basile, Roma 1984, pp. 285-335, in part 308.
Citazione completaM. Ferretti, In cerca di Guido Aspertini, in “Arte a Bologna. Bollettino dei musei civici d’arte antica”, 3, 1993, pp. 35-63, in part. pp. 59-60, nota 13.
Citazione completaC. Cavalca, Una Crocifissione del Maestro di Ambrogio Saraceno e la pittura su tela a Bologna alla fine del Quattrocento, in “Nuovi Studi”, 9, 2003, pp. 31-55, in part. 35-36, 44.
Citazione completaC. Cavalca, La pala d’altare a Bologna nel Rinascimento: opere, artisti e città, 1450-1500, Cinisello Balsamo, 2013, pp. 351-352, n. 44.
Citazione completaA. Buitoni, Percorso di Giovanni Antonio Bazzi tra Reggio, Bologna e Parma, in “Nuovi Studi”, XVIII, 19, 2013 (2014), pp. 31-49.
MOSTRE
TitoloEsposizione della pittura ferrarese del Rinascimento
LuogoFerrara
Data1933